Anna e i vicini silenziosi

Nome e cognome Anna Prandoni

Come ti possiamo raggiungere? 

@panna975 su Twitter

Il tuo lavoro 

Giornalista e scrittrice

Pendolare da 16 lunghissimi anni, sulla tratta Busto Arsizio – Milano, circa due ore al giorno

Pendolare è bello o brutto? Bello, ma è stato brutto in passato. Adesso mi sono riconciliata col treno.

Perché? Perché ho deciso che il tempo che passo lì è tempo solo mio, che uso per scrivere, leggere e staccare la spina.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?

Viaggio rigorosamente da sola, e schivo amici o conoscenti. A dire la verità le persone che chiacchierano in treno mi danno i nervi!!

Nella mia carrozza ideale vorrei…

Silenzio, innanzitutto, soprattutto la mattina. E poi manicure e parrucchiere. Sarebbe stupendo!

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare 

Il caffè al bar appena scesa dal treno a Milano. E’ quello il momento che dà il via alla mia giornata.

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo

Leggere. Ma soprattutto inventarmi storie sulle persone che mi circondano, prendendo spunto da un dettaglio o un particolare che mi colpiscono.

Il libro che stai leggendo (e se lo leggi in treno)

L’ultimo di Erri de Luca, scrittore che adoro e che ho letto sempre in treno. In effetti leggo quasi solo in carrozza!

La musica che ascolti (e se l’ascolti in treno)

Non ascolto musica, e anzi mi infastidiscono molto i vicini di treno che lo fanno con le cuffiette e la musica a palla.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale

Uno straniero, possibilmente francese, che mi faccia domande su Milano. Mi fa fare esercizio e mi fa sentire utile!

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare

Tutte le mie borse devono avere lo ‘scomparto abbonamento’ facile da raggiungere. Imprescindibile!!

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?

Mai. Troppo complicato!!

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare

Durante l’inverno con le nevicate pazzesche, credo fosse il 2009, 5 ore per tornare a casa. Treno senza riscaldamento e nessuna indicazione. Un’odissea. Ma alla fine mi hanno intervistata per il Corriere della Sera e soprattutto mi hanno rimborsato il biglietto senza fiatare. E ho raccontato la storia per i due mesi successivi!!

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