Gamberoni con salsa ai capperi

Ingredienti e dosi per 4 persone:
12 gamberoni freschi
20 g di capperi
mezza cipolla
2 rametti di timo
40 ml di vino bianco secco
40 ml olio extravergine d’oliva
100 g di insalatine novelle miste già pulite
prezzemolo tritato
peperoncino
poco sale

Procedimento:
Portare a bollore un litro d’acqua, salare e aromatizzare con la cipolla, il timo e poco vino.
Sgusciare i gamberoni; lessarli per 3 minuti circa. Scolare.
Frullare i capperi risciacquati dal sale con poco olio, peperoncino, sale e il prezzemolo
Disporre le insalatine miste sui piatti freddi e adagiarvi i gamberi ancora tiepidi
Condire con la salsa.
Servire.

Tempo di realizzazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 3 minuti
Difficoltà: Media

Per porzione:
Kcal 134, proteine 6 g, lipidi 10 g, carboidrati 2 g

Bollire/lessare
La bollitura consente di limitare molto l’utilizzo di grassi da condimento e di aromatizzare gli
alimenti con l’aggiunta di odori e spezie. Qualsiasi sia il tipo di pentola che utilizziamo, la
quantità di acqua necessaria per cuocere è sicuramente diversa anche a seconda del tipo di
alimento. Soprattutto per verdure e legumi, è importante utilizzare la minor quantità di acqua
possibile, per ridurre al minimo le perdite di vitamine e Sali minerali. Nessun problema per
zuppe o bolliti di carne o pesce: il brodo, infatti, viene normalmente utilizzato come
completamento di queste pietanze. Gli esperti distinguono la bollitura dalla lessatura, che vuol
dire cuocere un alimento in acqua solo quando questa ha quasi raggiunto la temperatura di
ebollizione (quindi circa 95°C, anziché 100°C)

Lo sapevi che
La dimensione della pentola varia in base alla destinazione d’uso: professionale o domestico. Nella ristorazione diametro e altezza sono pressoché identici, per contenere un maggior volume di liquidi.
Una pentola per uso domestico è leggermente più bassa rispetto al proprio diametro: mantiene un’ottima capienza, ma risulta più maneggevole e facile da stivare nella dispensa.

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Nelle foto:
Pentola cm.24 con coperchio – collezione Portofino
Pentola cm. 24 – Serie 7000 Ballarini Professionale

In breve:
– La dimensione delle pentole varia da professionali a domestiche
– Nella ristorazione diametro e altezza sono identici per contenere maggiori liquidi
– Una pentola ad uso domestico è più bassa rispetto al diametro ma più maneggevole
– Bollire significa cuocere un alimento in acqua a 100°C
– La quantità d’acqua che utilizziamo differisce a seconda del tipo di alimento
– La bollitura consente di limitare l’utilizzo dei grassi

Ballarini logo

Le ricette che vi proponiamo in questa rubrica sono a cura di unaricettalgiorno

LadyBù

Intolleranti ai latticini? Astenersi!

Ma per tutti gli altri, l’indirizzo da segnare in agenda è questo: LadyBù.

Sì, in effetti il nome è un esercizio di stile non particolarmente chic, ma quel che importa qui è la sostanza.
E qui, di sostanza, ce n’è e tanta: un concentrato di mozzarella, ricotta, yogurt e chi più ne ha, più ne metta.

Si viene qui per fare shopping gourmet, ma ci si può anche accomodare ad uno dei tavolini di legno chiaro e farsi accompagnare in un bel viaggio goloso alla scoperta dei segreti e dei sapori più intriganti.

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Spaziale la parmigiana non fritta, eccellenti le insalate (dressing con yogurt e senape da urlo!), il tutto accompagnato da pane di Matera appena scaldato e ben croccante e un piattino di olio umbro Mancianti da lacrima.

Ai dolci noi non siamo arrivate, ma già i nomi promettevano bene: sarà per la prossima occasione.

Nessun dubbio: questo posto è perfetto per una cenetta tra amiche, o un aperitivo davvero goloso (con anche un vero succo di pomodoro!), ma anche per una cena da asporto che ricorderete (non dimenticate un pezzo di focaccia coi pomodorini!).

LadyBù
Via Buonarroti 11
Tel. 02 39401487

Gli indirizzi milanesi di questa rubrica sono a cura di Milanosecrets

#disagiointreno – Musica, musica…

Ok. E’ proprio la settimana della sfiga in treno.

“PERCHE’ DOVREI SORBIRMI LA TUA SCHIFOSA MUSICA?!!” part. 264748595058446353

Interno vagone puzzolente delle 17.30. Dopo una lunga giornata posso finalmente tornare a casa, avvolgermi nel pigiama, seppellirmi nel piumone e ronfare. Ma già che ci sono, perché non sonnecchiare anche durante il viaggio? OH SI’. In questo vagone tutti dormono, è perfetto. Mi sistemo e chiudo gli occhi, preoccupandomi soltanto di non spalancare la bocca o russare.

Dopo tre fermate, arriva. Il ragazzino 16enne in fase rebel. L’ennesimo. Quello che, per far vedere quanto è rebel, sale con una canzone rap italiana che fuoriesce a tuono dal cellulare. Un altro di questi maleducati. Dai, adesso lo spegne o si mette le cuffie. Dai. Dai. Per pietà.

Io ODIO il rap italiano, a parte rarissime eccezioni. Lo odio, lo trovo inutile, ignorante, fastidioso. Non solo questo ascolta rap, ma si tratta di una canzone tremenda, bruttissima, che dice cose tipo “minchia come sto messo bro”, cita innumerevoli volte la ganja (COSA SEI REBEL! MAMMA MIA STE COSE GIA’ ERANO VECCHIE QUANDO ERO ALLE MEDIE) e si lancia in rime meravigliose che hanno come soggetto la maria. Ora, chi mi conosce sa che potrei ammazzare per molto meno. Voglio dormire e invece devo sorbirmi questo abominio perché tu sei così maleducato che devi disturbare tutti in questo vagone. Ti odio e se potessi ti sparerei gli As I Lay Dying in faccia e ti farei diventare biondo, altro che ‘sto scemo che stai ascoltando. Lo guardo con insofferenza. Lui guarda me muovendo la testa a ritmo di quella musica infernale. Io non ho più parole. Voglio picchiarlo con la mia borsa dell’ Hellsinki, anche solo per ristabilire un equilibrio musicale, ma rinuncio. Ormai sveglia scendo.

Sono Fraps e tutti i giorni viaggio su e giù con il passante S5. Il treno è fonte di ispirazione per i miei post ironici e spesso taglienti, perchè mi piace guardare la gente e fantasticarci su in modo anche un po’ spietato. Credo di essere una scrittrice mancata e mi piacerebbe un giorno raccogliere i miei raccontini in un libro.

#bookbreakfast – Gli anni

U Barba – Osteria genovese

Indietro nel tempo

Bisogno viscerale di tornare giovani ai tempi in cui il cielo era un manto di stelle e il mare sciabordava in sottofondo?
Avete passato anche voi le estati adolescenziali nella super sfruttata riviera ligure?
Se l’immagine del vostro fidanzatino dell’epoca (che fine avrà fatto?) e il gruppetto di amici al cazzeggio in piazzetta sono un ricordo che vi perseguita, provate a renderlo più vicino assaporando senza soluzione di continuità alici ripiene, minestrone, coniglio, una focaccia da urlo e i più classici pansoti al sugo di noci.

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Una vespa su una mensola, la tv modello scatolone che trasmette film di Peppone e don Camillo, il campo da bocce e la verandina: non è un viaggio indietro nel tempo…è u barba, trattoria tipica ligure a due passi da Porta Romana.

Il mare non c’è, il fidanzatino dell’epoca nemmeno, ma l’atmosfera da ultima sera prima del rientro a Milano non vi deluderà.

U Barba
via decembrio 33
20137, milano
tel +39 02 45487032

Gli indirizzi milanesi di questa rubrica sono a cura di Milanosecrets

#disagiointreno – Riflessione sui ragazzini d’oggi

Riflessione sui ragazzini d’oggi (Della moda e della musica ai tempi dei risvoltini)

Avrete notato dai miei post, soprattutto da quelli che hanno per tema i miei viaggi in treno casa-lavoro, che sono una persona che osserva molto. Mi piace guardare la gente e immaginarmi la vita che conduce da come è vestita e da quello che fa e dice nel tragitto che condividiamo ogni giorno.

Tutti i giorni sul mio vagone sale questo ragazzino, che chiamerò Zac Hanson o Gianluca Grignani in miniatura a causa della sua somiglianza con i suddetti. Farà le superiori ma non so dargli un’età. Ha questi capelli lunghi che me lo hanno fatto scambiare per un piccolo alternativo, visto che tutti i suoi coetanei che incrocio hanno quel taglio che va di moda adesso, gonfio e con la riga da parte. Tipo fungo, non so come definirlo.

Da qualche giorno, visto che fa più caldo, Zac Hanson rivela magliette degli Iron Maiden, addirittura dei Led Zeppelin. Ho quasi gioito pensando HEY, MA ALLORA ESISTONO ANCORA. I ragazzini che un po’ cercano di distinguersi. Che bello quando, al liceo, sfoggiavo la mia maglietta dei BlindGuardian o dei Metallica per i corridoi, e mi sentivo parte di quella comunità robbosa che si ritrovava al Circolone per ascoltare la musica del dimonio.

Purtroppo però mi sono dovuta ricredere in breve tempo. Si veste così solo per moda: di quelle band non avrà nemmeno mai sentito un brano. Ho visto che alterna le magliette dei gruppi a delle orrende cose fiorate con lo scollo a v, coi pappagalli e tatuaggi a caso, e si mette i pantaloni coi risvoltini o con quelle orride coulisse in fondo, con la solita caviglia scoperta di dieci cm. Oggi aveva una maglietta con sopra una moto e una pin up che recava la scritta “MOTOHEAD”. Capite? Motohead. Nemmeno scritto giusto.
Con tutta probabilità sarà un tamarro che va a ballare al Fellini e mi è scesa la tristezza.
Poi attraversando la strada ho incrociato una ragazzina con la maglietta dei Nirvana, quelle che vendono da H&M. Non saprà manco come fa Smellslike teen spirit. Bleah.

Sono Fraps e tutti i giorni viaggio su e giù con il passante S5. Il treno è fonte di ispirazione per i miei post ironici e spesso taglienti, perchè mi piace guardare la gente e fantasticarci su in modo anche un po’ spietato. Credo di essere una scrittrice mancata e mi piacerebbe un giorno raccogliere i miei raccontini in un libro.

Vitello tonnato

Ingredienti e dosi per 6-8 persone:
1 magatello di vitello (gr 800 circa)
1 costa di sedano
1 carota
1 spicchio di aglio in camicia
2 cipolle
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro secco
3 bacche di ginepro
qualche gambo di prezzemolo
poche bacche di pepe nero

per la salsa tonnata
50 cl di olio di semi
3 tuorli d’uovo
5 acciughe sott’olio
1 scatola di tonno sott’olio da 160 g circa
1 cucchiaio di capperi dissalati ( conservarne 18 per la guarnizione del piatto)
10 cl di vino bianco
la punta di un cucchiaino di senape
il succo di ½ limone
sale

Procedimento:
In una pentola capiente colma d’acqua porre – a tocchetti – il sedano, la carota, le cipolle, lo spicchio d’aglio, i gambi di prezzemolo e tutti gli aromi.
Appena comincerà a bollire, ridurre la fiamma e inserire nella pentola il magatello di vitello fino a che bucandolo con un ago il liquido non risulterà rosa chiaro: ci vorranno circa
Scolare la carne dall’acqua e lasciarla raffreddare su un piatto.
Nel frattempo preparare la maionese unendo ai tuorli d’uovo la senape, il sale e lavorare il tutto con un frullino elettrico versano a filo e poco alla volta l’olio di semi fino ad ottenere una salsa liscia ed omogenea.
Sgrassare la maionese aggiungendo il succo di limone e completare la preparazione unendo il rimanente olio; conservare al fresco.
In un cutter frullare il tonno privato del suo olio con i capperi, le acciughe, il vino bianco ed aggiungere al crema ottenuta alla maionese amalgamando il tutto con cura.
Tagliare la carne ormai fredda a fette dello spessore di 2/3 millimetri circa, nappare la superficie dei piatti con la salsa tonnata ed adagiare le fette su di essa.
Porre al cento della carne ancora poca salsa senza coprire completamente le fette e guarnire con qualche cappero conservato.

Tempo di preparazione: 45 minuti
Tempo di cottura: 40 minuti
Difficoltà: Media

Il tonnato
Di origine piemontese, questa ricetta per me rappresenta il sabato a pranzo: una tradizione voleva che nella nostra famiglia si consumasse quel giorno, rigorosamente nella versione che acquistavamo dal nostro gastronomo di fiducia, il signor Mainini. Da quando sono diventata la cuoca di casa, mi cimento spesso in questa ricetta, che a me piace moltissimo e che è un po’ lunga ma facilissima. La mia versione del vitello tonnato è quella che una vita fa mi ha scritto su un foglietto di carta un’amica della nonna, la signora Castiglioni, e che da allora è piegata nel mio portafoglio, come una sorta di santino gastronomico. Perché è buono? Perché sa di ultimo giorno di scuola, prima del sabato pomeriggio e della tanto attesa domenica. E perché per gustarlo al meglio bisogna inondarlo di salsa e mangiarlo con chili di pane da ‘pucciare’. La carne? È quasi un dettaglio.

Bollire/lessare
La bollitura consente di limitare molto l’utilizzo di grassi da condimento e di aromatizzare gli
alimenti con l’aggiunta di odori e spezie. Qualsiasi sia il tipo di pentola che utilizziamo, la
quantità di acqua necessaria per cuocere è sicuramente diversa anche a seconda del tipo di
alimento. Soprattutto per verdure e legumi, è importante utilizzare la minor quantità di acqua
possibile, per ridurre al minimo le perdite di vitamine e Sali minerali. Nessun problema per
zuppe o bolliti di carne o pesce: il brodo, infatti, viene normalmente utilizzato come
completamento di queste pietanze. Gli esperti distinguono la bollitura dalla lessatura, che vuol
dire cuocere un alimento in acqua solo quando questa ha quasi raggiunto la temperatura di
ebollizione (quindi circa 95°C, anziché 100°C)

Lo sapevi che
La dimensione della pentola varia in base alla destinazione d’uso: professionale o domestico. Nella ristorazione diametro e altezza sono pressoché identici, per contenere un maggior volume di liquidi.
Una pentola per uso domestico è leggermente più bassa rispetto al proprio diametro: mantiene un’ottima capienza, ma risulta più maneggevole e facile da stivare nella dispensa.

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Nelle foto:
Pentola cm.24 con coperchio – collezione Portofino
Pentola cm. 24 – Serie 7000 Ballarini Professionale

In breve:
– La dimensione delle pentole varia da professionali a domestiche
– Nella ristorazione diametro e altezza sono identici per contenere maggiori liquidi
– Una pentola ad uso domestico è più bassa rispetto al diametro ma più maneggevole
– Bollire significa cuocere un alimento in acqua a 100°C
– La quantità d’acqua che utilizziamo differisce a seconda del tipo di alimento
– La bollitura consente di limitare l’utilizzo dei grassi

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Le ricette che vi proponiamo in questa rubrica sono a cura di unaricettalgiorno

Pause

Prendiamo una…Pause

I modi e i tempi dello shopping sono sempre troppo pochi, si sa.
Di notte l’unica alternativa è il web, per esempio…ma a me non dà ancora la stessa soddisfazione di passare la mano sui capi della nuova stagione appesi ad uno stender, afferrando di tanto in tanto e con mano sicura il must dell’autunno da soppesare, osservare, guardare da lontano col braccio ben teso e osservare da vicino per coglierne tutti i dettagli.

Pause è la soluzione che stavamo cercando: chi non ha tempo per una pausa – appunto – caffè?

Perchè questo localino a due passi da porta Venezia è un bar ma è anche un delizioso negozio di abbigliamento.

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Per permetterci finalmente di scegliere, pensare intensamente all’acquisto sorseggiando qualcosa, prima di procedere decise verso lo ‘striscio’ della carta di credito.

Si vive una volta sola…!

Pause
Via Federico Ozanam 7
Tel 02 3952 8151

Gli indirizzi milanesi di questa rubrica sono a cura di Milanosecrets

Frizzanti, con gusto

Ci siamo innamorati di mela e zenzero, poi abbiamo continuato con la melagrana, e adesso stiamo impazzendo per il chinotto.
Senza coloranti, con polpa di frutta e un packaging davvero accattivante, BibiBio, le bibite frizzanti di Levico, sono entrate a buon diritto nella nostra play list dell’estate più calda.
Biologiche, a base di frutta e zucchero di canna da agricoltura biologica, sono un perfetto spezza sete, ma possono diventare anche la base per un cocktail da sorseggiare in terrazza.
Noi le abbiamo provate così:

4 parti di BibiBio chinotto con 1 parte di rum, foglie di menta fresca
4 parti di BibiBio melagrana con 1 parte di gin botanico e qualche ago di rosmarino
4 parti di BibiBio mela e zenzero con 1 parte di sakè

E scegliendoli siamo anche sicuri dal punto di vista ambientale. L’acqua, tra le più leggere in Europa, proviene da un territorio puro e incontaminato, da una sorgente a 1660 m nelle alpi trentine. L’azienda, inoltre, grazie alla recente ristrutturazione dello stabilimento secondo i più moderni criteri di architettura sostenibile, ha intrapreso un percorso per diventare un’azienda a impatto zero, raggiungendo una delle certificazioni più rilevanti in questo ambito, la norma ßneutral che certifica le emissioni di CO2 e la conseguente riduzione e compensazione, prima azienda del Trentino e prima azienda del settore a poter vantare un tale titolo.

BiBiBio