Aspettando il treno

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larobi

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Il tuo lavoro
illustratrice, grafica ma pasticciera/panettiera inside

Pendolare da
il mio pendolarismo è stato per un lasso di tempo breve ed è coinciso con un progetto di lavoro iniziato e terminato. E’ durato 6 mesi circa. La mia tratta era di circa 50 km e durava 30-40 minuti in treno , più una ventina di minuti tra metro e camminata.

Pendolare è bello o brutto?
Per la mia breve esperienza, fare la pendolare è stato …bello. Ero fortunata perché non avevo orari assurdi e lavoravo in una zona centrale e bellissima di Milano : via Brera. E’ stata per me un’esperienza interessante, ricca e affascinante. Anche prendere il treno, usare i mezzi (metropolitana) non mi ha mai (qui mai) generato stress…qualche ritardo, è fisiologico e l’ho sempre “assorbito” senza drammi.

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Viaggi solo o in compagnia?
Viaggiavo spesso in compagnia : ex colleghi, ex compagni di scuola, amici, ritrovati,  con cui dividevo il breve tempo del viaggio  . Al ritorno mi capitava più spesso di essere da sola e allora la lettura di libri diventava la mia compagnia. Adoro leggere e il tempo del viaggio si era rivelato un piacevole stacco dal mondo immersa tra le pagine .

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Nella mia carrozza ideale vorrei…
Nella mia carrozza ideale potrei accontentarmi di riscaldamento e aria condizionata regolati come si deve !

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
In treno non mi annoio mai perché , se non chiacchiero, adoro guardare fuori dal finestrino! Mi perdo completamente!

La musica che ascolti
Non ascolto musica perché a volte è simpatico ascoltare gli sconosciuti vicini, sentendosi partecipi delle loro storie , a volte assurde!

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Il mio compagno ideale di viaggio? Bè sicuramente quando mi mettevo d’accordo con un’amica che non vedevo da un po’ , per viaggiare insieme e aggiornarci sulle ultime news: quando era capitato avevamo rischiato , più di una volta, di non scendere alla stazione giusta , prese dai nostri discorsi.

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Di storie ne ho sentite tante e nessuna particolarmente originale…diciamo che si sente un po’ di tutto: dalla telefonata all’amante, dalle litigate , alle discussioni di lavoro, alle telefonate romantiche . E’ un mondo particolare che solo chi viaggia comprende. Ma non solo. La quotidianità fa si che spesso, perfetti sconosciuti, diventino comunque parte integrante delle nostre vite, e ci interessiamo a loro inconsapevolmente . Magari notiamo come si vestono, se sono arrabbiate o particolarmente felici e ci chiediamo perché . Fantastichiamo sulle loro vite, su quello che fanno. Insomma si respira un’atmosfera, a volte, come se ci si trovasse in un film in cui gli attori sono intorno a noi.

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare
Il gadget da pendolare a cui non potrei rinunciare? mah, non saprei forse lo zaino, oltre ad una borsa capiente. Viaggiavo sempre con le scarpe da running che cambiavo non appena arrivavo in ufficio. Quindi dentro allo zaino avevo scarpe, beauty, emergenza pronto soccorso, libro o kindle, ombrellino pieghevole, cappellino anti pioggia, iPad, vari carica batteria, bottiglietta d’acqua…insomma una vera e propria valigia più che gadget!

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Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Schiscetta : a volte si. Mi preparavo la sera prima frutta, yogurt, un toast e…sistematicamente poi uscivo a pranzo con i colleghi quindi ho smesso di farla. Però avevo sempre una confezione di frutta secca e disidratata e del cioccolato (di cui sono golosa) per piluccare magari al ritorno, se il pranzo era stato troppo frugale (capitava, a volte, di saltare e di bere solo un caffè)

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
Più che ritardo epico nella mia vita da pendolare , ricordo tanti piccoli ritardi quotidiani di poco conto ( e senza motivo , secondo me) che a volte mi costringevano a corse assurde .

In linea di massima la mia esperienza da pendolare è stata positiva tanto che confesso , a volte mi manca. Certo non è facile conciliare la vita con i ritmi del lavoro più il viaggio. D’inverno si esce alla mattina presto che è buio e si arriva alla sera tardi che è buio. Però si impara a gestirsi in modo nuovo. All’inizio io mi organizzavo per fare le mie commissioni nel weekend , poi ho imparato a muovermi nella zona in cui lavoravo. Ripeto che mi considero però una privilegiata per la possibilità che avevo di gestirmi al meglio gli orari e per la location lavorativa assolutamente fantastica.

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