Crema di patate, porri e…varianti

Ingredienti per 4 persone:
40 g di burro
due porri sottili
500 g di patate farinose

1 l di brodo vegetale
un mazzetto guanrnito ( alloro, timo, prezzemolo)
sale, pepe bianco
40 ml di panna fresca

tartufo bianco d affettare al momento, uova di quaglia , rosmarino tritato al momento, guanciale arrostito in padella al momento, brie a lamelle da appoggiare sulla crema calda , parmigiano a scaglie, gocce di aceto balsamico…..

Procedimento:
Pulire e tagliare le verdure a pezzetti (a piacere tagliarne una parte in cubetti piccoli e regolari, da cuocere separatamente e utilizzare in fase di guarnizione finale)
Far appassire il porro con il burro per due minti; unire le patate a pezzetti e far insaporire un minuto. Salare e pepare. Unire il mazzetto guarnito.
Coprire con brodo vegetale e cuocere con coperchio per 30′ circa.
Frullare a crema fine. UnireCompletare con un cucchiaio di panna fresca.
Variare la preparazione di base con gli ingredienti indicati a piacere…….
Servire.

Ps: si possono preparare allo stesso modo molte creme di verdure.
Se la verdura è, come spesso accade, povera di amido, si possono cuocere tali verdure ( carote, sedano rapa, barbabietola, broccoli, cavolfiore, zucchine, asparagi, funghi, ecc.) insieme a una piccola patata, in ragione di una patata ogni kg di verdura.
Una volta frullata la crema risulterà naturalmente densa e omogenea e non sarà necessaria adensarla con farine o emulsionandole con molto grasso!
La tecnica non cambia, cambiano le ricette!

BOOKBREAKFAST – Bruce Springsteen, l’autobiografia

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«Le crepe e le irregolarità del vecchio marciapiede a Randolph Street, la mia via, non hanno segreti per me. (…) Per queste strade mi spingevano con il passeggino, ed è qui che ho imparato a camminare, che mio nonno mi ha insegnato ad andare in bici e che ho mollato i miei primi cazzotti per poi darmela a gambe. Qui ho conosciuto l’intensità e il calore della vera amicizia, ho scoperto i miei pruriti sessuali e, le sere d’estate, prima dell’avvento dell’area condizionata, ho visto la gente radunarsi nelle verande per chiacchierare al riparo dalla canicola.» I libri usciti nel 2016 che mi sono persa. Li recupero nel 2017. Fino alla Befana ve li racconto a #Ovunque6 @rairadio2. E faccio anche la playlist.

Una foto pubblicata da petunia ollister (@petuniaollister) in data: 25 Dic 2016 alle ore 21:33 PST

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BOOKBREAKFAST – Le favole di Luis Sepulveda

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#BOOKBREAKFAST – ECCOMI

 

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In borsa? La trousse profumata!

I pendolari adorano le trousse, i kit, le minibag che contengono di tutto.
Soprattutto in versione mignon, soprattutto se compatti e facilmente trasportabili nelle nostre borse di Mary Poppins.
Eccone alcune che sanno di primavera e che renderanno il vostro viaggio ancora più profumato.

IRIS trousse
La trousse, impreziosita da una graziosa decorazione, contiene un piccolo set da viaggio di bellezza: eau de toilette (12ml), sapone (30g), gel doccia (35ml) e un piccolo asciugamano di spugna (30x50cm). Per rinfrescarsi se dopo l’ufficio è in programma un aperitivo coi colleghi.
Prezzo: 22€

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L’Eau des Aventuriers
Già nel nome è presagio di viaggio e avventura. La trousse, composta da uno zainetto, contiene l’eau de toilette Profumo degli Avventurieri, una fragranza fresca e dinamica che sa d’estate: basilico e foglia di pomodoro sono le note di testa, un cuore di arancio e origano e un fondo di muschio.
Prezzo: 29€

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Trovate entrambe da
FRAGONARD Parfumeur
Via Solferino 2
20121 Milano
tel 02 72095204

Rock, sempre e comunque

Nome e cognome
Silvia Torretta

Come ti possiamo raggiungere?
Su Twitter: @silvia_torretta

Il tuo lavoro
Lavoro per il servizio Comunicazione e marketing dell’Università Bocconi

Pendolare da
…da sempre, mi vien da dire! Ho iniziato nel 1989 con l’università, quindi sono….27 anni?!? Argh!
Pendolo sulla tratta Busto Arsizio-Milano: prima sulla linea ex FS, poi sono migrata (per disperazione vera!) sulla linea delle Nord. Ora uso prevalentemente il Malpensa Express che va in Cadorna, ci metto circa 30 minuti.

Pendolare è bello o brutto?
Mah, ormai non me lo chiedo nemmeno più, fa parte di me. Comunque in fondo direi più bello che brutto: io come utente del Malpensa Express sono una pendolare fortunata, solitamente viaggio comoda e mediamente puntuale. Certo, lo scorso anno ce la siamo vista brutta, perchè Trenord aveva soppresso la fermata di Busto del Mxp Exp : insieme a un manipolo di ardimentosi e agguerriti pendolari abbiamo costituito il Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio (siamo su FB e Twitter, se qualcuno ci volesse seguire) e dopo un anno di “lotta” civile ma determinata abbiamo riottenuto la nostra fermata, e anzi, ancora più treni di prima. Quindi non mi lamento. E poi lavorare a Milano mi piace, dunque va bene così.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Ormai i viaggi solitari sono rari, quasi sempre incontro qualche compagno di viaggio, sia all’andata sia al ritorno. Di solito mi piace stare in compagnia, e negli anni sul treno ho conosciuto anche persone che sono diventate tra i miei migliori amici e con cui ci si frequenta anche … lontano dai binari.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Poco affollamento e soprattutto un rispettoso silenzio: ebbene sì, si può chiacchierare a bassa voce o sentire musica anche senza disturbare tutto il vagone, sapevatelo!

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Il pendolare è un essere abitudinario. La consuetudine più comune è mettersi sempre allo stesso posto lungo il binario o nello stesso vagone al ritorno, in modo da ritrovarsi con i compagni di viaggio. Ci diamo dei punti di riferimento, insomma. Ovviamente vale anche il contrario: se voglio fare il viaggio da sola in questo modo so dove NON salire

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
Nella mia borsa non manca mai, e dico proprio mai, il mio ebook, la più grande invenzione del mondo per i pendolari che come me amano leggere tomi poderosi. Chili di carta in meno da portarmi dietro, una benedizione!

Il libro che stai leggendo
Ho appena iniziato Purity di Johnatan Franzen.

La musica che ascolti
Rock, sempre e comunque! A volta indispensabile per sovrastare il vociare di vicini particolarmente molesti.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Come ho già detto, ho la fortuna di avere un bel gruppo di amici pendolari che sono ottimi compagni di viaggio. Evito accuratamente le persone troppo rumorose, mi infastidiscono molto.

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Una sera è salito un gruppetto di ragazze diretto a Malpensa. Una di loro aveva gli occhi bendati! E’ rimasta così tutto il viaggio: faceva domande per capire dove la stessero portando ma le amiche ridevano e non le rispondevano. Dopo un po’ si è capito dai loro discorsi che era un addio al nubilato e che le avevano organizzato un weekend insieme ma senza dirle dove l’avrebbero portata. Prima di scendere abbiamo chiesto sottovoce a una di loro dove fossero dirette perchè ormai eravamo tutti incuriositi. Andavano a Berlino. Un bel regalo

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Schiscetta no, non ho tempo di prepararla e non mi piace viaggiare in treno con ulteriori borse al seguito: me le dimentico di sicuro (come gli ombrelli).

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
Svariati, soprattutto sulla linea delle ex Fs (attuale S5). Ricordo in particolare una volta in cui aveva nevicato…ad aprile! Treni in tilt dappertutto, una débacle colossale, ritardi imprecisati. Alla fine a Busto ci sono arrivata, ma quel giorno ero andata in stazione in bicicletta: tornare a casa nella bufera è stato come fare il tappone dolomitico al giro d’Italia!

#pendolaritool cosa non deve mancare

Frenci Bello, social media strategist e pendolare incallita, ci ha raccontato quali sono i suoi ‘oggetti da pendolare’ preferiti.

#pendolaritool cosa non deve mancare:

 

–    Zaino Patagonia, comodissimo soprattutto per la tasca interna porta computer.

–    Bustina beauty e porta monete comprata su KiddyKabane.com

–    Un libro molto interessante AFFERMA LA TUA IDENTITA’ CON IL NET BRANDING

–    Il computer

–    Porta documenti di Coccinelle

–    Un evidenziatore fucsia non deve mai mancare,

–    La macchina fotografica, compatta e sempre utile, la mia Fujifilm X-80

–    Una action camera come una go-pro o simili per riprese “da viaggio”

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Con gli occhi di Antonella

Nome e cognome Antonella

Come ti possiamo raggiungere? 

@anthos_86 su instagram

Il tuo lavoro 

Ingegnere progettista

Pendolare da sempre! Prima sulla tratta Busto Arsizio-Piola per l’università, poi Busto- Villapizzone per il lavoro n.1, di nuovo Busto Arsizio- Piola per il lavoro n.2, infine Rho- Assago per il lavoro n.3. viaggi sempre di 1 ora all’andata e 1 al ritorno.

Pendolare è bello o brutto?

Bello se paragonato all’auto…puoi leggere, riposarti e pensare ad altro. Brutto perchè sei sempre di corsa e devi rispettare tempi e orari

Viaggi solo o in compagnia?

Prima in compagnia, tra compagni di uni o compagni di viaggio si riusciva sempre a incontrare qualcuno e fare il viaggio a chiaccherare… 
Adesso da sola.

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare

Mettermi dove già so che si apriranno le porte della metro per salire subito

Nella mia carrozza ideale vorrei…

trovare sempre il posto a sedere! 🙂 e possibilmente non vicino a gente che mastica la cicca con la bocca aperta facendo super casino.

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo

Leggere.

Il libro che stai leggendo (e se lo leggi in treno)

“che la festa cominci” di niccolò Ammaniti.

La musica che ascolti (e se l’ascolti in treno)

non ascolto quasi mai musica…o leggo libri o sono al cellulare.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale

Qualcuno simpatico e che mi faccia ridere così da cominciare bene la giornata se lo incontro di mattina, non pensare più al lavoro se di sera.

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?

Si, d’estate…tante insalatone, pasta e riso freddo, frutta

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare

Uno epico settimana scorsa: treno delle 18:00 rotto tra le fermate di Lancetti e Villapizzone in galleria, ci fanno aspettare 1 h perchè una locomotiva ci venga a recuperare e ci porti a Villapizzone. Arrivati là ci fanno scendere tutti per aspettare il treno successivo. 2 h  per fare 20 min di viaggio.!

Con gli occhi di una francese

Nome e cognome Véronique Enderlin

Come ti possiamo raggiungere? 

www.enderlin.it

Il tuo lavoro 

Sono un’addetta stampa free lance

Pendolare da Ex pendolare fissa. Nel 2008 ho aperto la partita iva e sono diventata pendolare non regolare nel senso in cui ho uno studio a Pavia e uno a Milano e non ho orari fissi; però per lavoro, per vari motivi e incarichi vado avanti indietro tra Pavia e Milano dal 2003.

Pendolare è bello o brutto?

E’ bello perché esci dalla città dove lavori (io ne ho bisogno, di andare via da dove lavoro, di “staccare geograficamente”). E’ brutto farlo in Italia, dico spesso che se un giorno lascerò questo Paese, sarà colpa del ritardo dei treni. Bello perché è poetico – brutto per colpa dei ritardi e dei prezzi.

Viaggi solo o in compagnia?

Spero sempre di incontrare compagni pendolari, mi capita anche di mandare dei whastapp “non è che per caso sei sul 20.05? Io lo sto prendendo, mi ricordo che era il tuo treno”.

Nella mia carrozza ideale vorrei…

Ma niente di che, soltanto delle prese elettriche e pulizia!!!

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo

Io lavoro sempre 😦 oppure ascolto spotify!!

Il libro che stai leggendo (e se lo leggi in treno)

Non leggo più.

La musica che ascolti (e se l’ascolti in treno)

VivaSpotify! in treno spesso ascolto le playlist più sceme per stare sveglia e arrivare rilassata a casa.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale

I miei amici pendolari che vedo solo sul treno; piccole parentesi di felicità e di risate

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza

Un litigio tra una ragazza e il suo fidanzato, Lei si è trovata in lacrime, lui gridava. Sono intervenuta spontaneamente assieme ad altre signore quando era chiaro che lui la stava per picchiare; è sceso alla stazione successiva, noi abbiamo rincuorato la fanciulla e detto di stare attenta.

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare

Le cuffiette, per spotify!

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?

Ehm…Caramelle Haribo!! 🙂

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare

90 minuti di ritardo il mio primo giorno di lavoro, nel 2006. Mi è venuta la tachichardia…horrible!!

Pendolaresimo

La vita è un viaggio quotidiano.

Ci sono i pendolari incazzati. Poi ci siamo noi. Milanesi mancati che per un motivo o per l’altro la mattina ci svegliamo prima dei colleghi, andiamo in stazione e poi prendiamo un treno. Poi magari anche la metro e l’autobus, o tutt’e due.

Ma lo facciamo senza pensieri. Perché la vita è un viaggio e noi abbiamo interpretato alla lettera il concetto.

Il paesaggio che scorre fuori dal finestrino è una ninna nanna, i volti assonnati una compagnia di giro che cambia volto ma non sostanza.

Il tempo passato sui sedili è tempo guadagnato, mai perso.

E’ momento di riflessione, di lavoro, di svago o di chiacchiera e spesso è l’unico davvero ‘nostro’ che abbiamo. Già, perché appena scesi da questa casa che corre su rotaia, la vita riprende frenetica e convulsa e non dà un attimo di tregua.

Una volta scesi da qui, tutto può succedere. Qui, invece, l’unica è aspettare.

Non crediate che questa pace dei sensi si raggiunga dopo quattro o cinque abbonamenti mensili. Io, per esempio, ci ho messo 16 anni di onorato pendolaresimo per raggiungere questa serenità viaggiante. Ma da quando la penso così, il mondo è d’improvviso più bello e più facile, e il momento del viaggio è diventato davvero una parte piacevole della mia giornata.

E’ da questa nuova consapevolezza che nasce questo blog.

Un luogo non-luogo, esattamente come quello dove passo più di due ore al giorno, dove proverò a condensare impressioni e ossessioni, racconti e aneddoti, pensieri e idee su un mondo che conosco bene.

Cercherò di evitare di parlare di scioperi, ritardi e polemiche. Non è questo lo scopo di ‘pendolaresimo’. Per gli articoli di denuncia c’è spazio altrove.

Qui si racconta di creatività e di viaggi quotidiani, di come vincere la noia e di come mettere a frutto il tempo di viaggio forzato.

Di compagni di treno bizzarri e di compagnie viaggianti. Di storie inventate fantasticando su una borsa, un cappello o una telefonata rubata.

Buon viaggio!